mercoledì 7 giugno 2017

Difendere l'Europa

Lorenzo Pecchi, Gustavo Piga, Andrea Truppo, Difendere l'Europa, Chiarelettere, 2017, pp. 198, 15,00.





“Ogni libro è prezioso. Ma alcuni libri lo sono più di altri: quelli che vanno contro il loro tempo. Come questo.”

Dall’introduzione di Lucio Caracciolo



Un’Europa piccola, divisa, incerta. Senza un’idea che la tenga insieme ed esposta alle turbolenze che arrivano dagli altri continenti. La questione – con la nuova presidenza Trump – è più che mai aperta e urgente: siamo ancora protetti dall’ombrello militare americano. La risposta è in questo volume: la difesa comune europea non è più una scelta, piuttosto una necessità. Ma siamo in grado noi da soli di sostenerla? E come possiamo, garantendola, avanzare verso l’integrazione geopolitica del continente? Gli autori, ciascuno dal proprio punto di vista, offrono un’analisi indicando al contempo la direzione del percorso che dovrebbe portare a una vera integrazione. Da un’attenta rassegna degli strumenti militari europei oggi a disposizione risulta di cruciale importanza lo sviluppo di un’industria militare più avanzata e diffusa per sopperire all’attuale situazione di grave debolezza. Il finanziamento di un esercito comune, oltre al forte valore simbolico, darebbe impulso a tutta l’economia e sarebbe l’unica condizione capace di garantire la creazione degli Stati Uniti d’Europa.Con una difesa forte e autonoma saremmo finalmente in grado di avere una politica estera comune, diversamente dovremo dipendere ancora dalla protezione americana e subire il nuovo ordine mondiale che si va profilando.

lunedì 5 giugno 2017

Nato per arrivare lontano



Qani Kelolli, Nazareno Caporali, Nato per arrivare lontano, Bibliotheka Edizioni, pagg. 344, € 17,50. 


In libreria Nato per arrivare lontano, la storia vera di un artista del narcotraffico mondiale. Un esordio letterario particolare per due autori impegnati nel sociale. Nato per arrivare lontano è un romanzo fuori dall’ordinario su temi universali fondamentali che riguardano la vita di ognuno di noi: il conflitto tra ambizione e ricerca della felicità, potere e realizzazione personale, successo e ricerca delle proprie radici. La vera storia di colui che diventò un boss del narcotraffico internazionale, una storia in bilico tra l’incubo, il sogno ed il reale in un linguaggio onirico e visionario, un dramma esistenziale con incursioni nel noir, nel thriller e nella commedia. Pubblicato da Bibliotheka Edizioni è una incredibile avventura scritta a quattro mani da Qani Kelolli e Nazareno Caporali. Due stili di scrittura diversi si intrecciano per dare forma a una trama avvolgente, per certi versi drammatica e spietata, rivelando cosa si nasconde dietro ad un mondo di eccessi ed illegalità. Tra crimini, truffe e tradimenti le vicende si susseguono proiettando il lettore in una dimensione adrenalinica fino all’epilogo finale.



Il libro
Lushi Kaja lascia ancora ragazzo il proprio paese in cerca di fortuna. Crescendo, si troverà inconsapevolmente immerso dentro il pericoloso mondo del narcotraffico internazionale. È un’incredibile avventura che conduce il lettore dentro un ambiente molto complesso e pericoloso, dove tutto è portato all’estremo, e i soldi sono talmente tanti che non si riesce più a contarli. Travolto dal desiderio del brivido, del rischio e dell’adrenalina, Lushi cerca disperatamente il piacere nel lusso più sfrenato, circondato da auto, oro, gioielli, ricchezze: troppo occupato a fare affari e a godersi la vita, troppo preoccupato per conoscere l’amore, ricerca solo il sesso. Le vicende lo portano infine a capire cosa vuole veramente dalla vita, giocandosi il tutto per tutto per cercare di raggiungerlo, in un finale esplosivo e drammatico.





Gli autori
Qani Kelolli nasce a Berat, città albanese patrimonio dell’UNESCO, chiamata la città dalle mille finestre. Ha sempre amato le arti, ha letto con passione e questo gli ha consentito di imparare bene la lingua italiana fino ad arrivare a conseguire una laurea all’Accademia di Brera; ha scritto brevi racconti e poesie, cimentandosi infine in un romanzo completo che narra vicende incredibili. Ha partecipato a diversi concorsi letterari ricevendo numerosi premi e riconoscimenti.
Nazareno Caporali nasce in Toscana nel 1961. Da sempre appassionato di scrittura, ha scelto di mettersi in gioco con un romanzo. Ha partecipato e vinto numerosi premi di scrittura per racconti e poesie, nazionali e internazionali. 


venerdì 26 maggio 2017

Domina


Lisa Hilton, Domina, Longanesi, 2017, pp. 350, € 16,90.




Intelligente, colta, ambiziosa e soprattutto estremamente disinibita, Judith Rashleigh ha finalmente realizzato il suo sogno: aprire una galleria d’arte a Venezia. In fuga dai crimini commessi in passato, vive e lavora sotto falso nome nella speranza di aver messo ordine nella propria vita. Ma un omicidio, al quale Judith non sembra collegata, la trascina di nuovo nel mondo spietato che credeva di essersi lasciata alle spalle. Tutto quello che pensavamo di sapere su Maestra sta per cambiare. Dalla collezione d’arte segreta di un oligarca alla temibile malavita in Serbia, dalla campagna inglese alla Calabria, tra fughe rocambolesche e notti di sesso estremo, sembra davvero vicina al successo tanto desiderato... ma quale sarà il prezzo da pagare? Con i suoi toni intriganti e una narrazione serrata e tagliente, Domina metterà alla prova Judith come mai prima d’ora.

domenica 14 maggio 2017

Oliviero Beha


Ieri sera è venuto a mancare un grande giornalista che, nel bene o nel male, ha perseguito sempre la ricerca della verità.
Nel suo ricordo ripubblico la recensione fatta al suo ultimo libro. Una recensione obiettiva ma anche un po' più ottimista rispetto al libro, perché ho sempre cercato di trovare qualcosa di positivo e di buono anche nelle cose che apparentemente sembrano non funzionare.


Lo ricordano:

La Repubblica

Il Fatto Quotidiano

Corriere

Libero

Il Giornale



Oliviero Beha, Mio nipote nella giungla, Chiarelettere, 2016, pp. 176, € 15,00.



Tra racconto, confessione e pamphlet, in uno stile accattivante, il libro più crudo e più chiaro di un critico feroce dei nostri giorni alle prese con il futuro da inventare di nipoti, figli, fratellini, sorelline...
Un manuale appassionato di sopravvivenza pratica e intellettuale che non nasconde i pericoli senza consegnarsi alla rassegnazione.

Soprattutto per un giovane, o per un neonato, il futuro è una muraglia altissima, apparentemente insuperabile e la giungla in cui siamo precipitati sembra inestricabile: difficile trovare una direzione. A proteggere il novello Mowgli dalle insidie e dai pericoli non ci sarà nessuna pantera Bagheera, dovrà cavarsela da solo. Ma qualcosa per lui possiamo fare da qui, ora, senza aspettare: chiarirgli le idee, avviarlo o riavviarlo al coraggio e alla libertà di pensiero. E questo libro ci prova, cercando di accorciare le distanze tra noi abitanti di una palude maleodorante, certo italiana ma sempre più planetaria, e la “vegetazione” minacciosa che attende i nostri nipoti. Acuto e tagliente come sempre, Beha questa volta racconta il presente per superarlo, per trovare le parole che non abbiamo più e quelle che non abbiamo ancora, sospesi tra un passato senza ricordi consapevoli e un avvenire pressoché indecifrabile. La salute come merce, la “sindrome da cucina” che avanza, la desertificazione del sapere, il clima impazzito, la memoria truccata, la politica ma anche la camorra e l’Isis, il “fondamentalismo finanziario” del denaro, il messaggio evangelico tra banche, massonerie e mafie, la paura, l’amicizia, gli altri spariti dai nostri orizzonti... insomma la vita che siamo al tempo di Facebook, Instagram e Snapchat. “Un oggi usurato ed estenuato, consumato ancor prima di esserci.” Ecco qualche utensile per il nostro Mowgli e per noi che siamo qui. Senza illusioni ma con un afflato umano intergenerazionale che non spenga le fiammelle interiori di speranza.


L'autore: Oliviero Beha è uno dei più noti giornalisti italiani e conduttori radiotelevisivi. Le sue trasmissioni, regolarmente censurate da ogni parte politica, hanno avuto grande seguito e continuano a essere ricordate dal pubblico. Ha scritto per “la Repubblica” e vari quotidiani e settimanali, ed è ora editorialista de “il Fatto Quotidiano”, di cui è cofondatore. Molti i suoi libri, anche di poesie. Per Chiarelettere ha pubblicato: "Italiopoli", "I nuovi mostri", "Dopo di Lui il diluvio", "Il culo e lo stivale".




Mio nipote nella giungla descrive con criticità la società di oggi, quella in cui si ritrovano i bambini appena nati, che si affacciano alla vita, parlando degli scenari che accompagnano la nostra quotidianità.
È sicuramente un racconto veritiero e reale anche se in alcuni punti l'ho trovato troppo negativo e pessimista. È vero che molte cose nella nostra società non funzionano o vanno male, ma credo anche che non bisognerebbe fare a tutti i costi di tutta l'erba un fascio, ci sono cose che funzionano, saranno la minoranza ma ci sono.
È vero che il linguaggio e il suo uso è molto cambiato, influenzato anche e soprattutto dai social network e dai media in generale, è vero che i giovani sembrano, in molti casi, superficiali e privi di iniziativa ma non bisogna generalizzare a tutti i costi: ce ne sono tanti volenterosi e pieni di voglia di fare e di imparare.
La scuola ha subito dei grossi cambiamenti, soprattutto negli ultimi anni, ma questo non vuol dire che non esistano più degli insegnanti capaci e che sanno fare bene il loro lavoro.
La critica, quando costruttiva, fa sempre bene e può aiutare a migliorare e a correggere eventuali errori, ma non bisogna per forza distruggere tutto a priori: se si critica, ad esempio, un aspetto della società non bisogna soffermarsi solo sulle sue criticità ma anche e soprattutto sui suoi punti forti: a criticare e a vedere il negativo siamo tutti sempre pronti ma dovremmo esserlo anche a riconoscerne i suoi lati positivi.



Parlano di questo libro:







mercoledì 3 maggio 2017

La terra si muove

Roberto Livi, La terra si muove, Marcos y Marcos, 2017, pp. 224, € 16,00.


Lui non invidia i miliardari o le genti belle di successo, lui invidia l’uomo che riesce a dormire sempre. Il talento del dormitore lui non l’ha mai avuto, ed è tutta colpa delle emozioni forti. La casa che il padre gli ha lasciato scivola lentissimamente sopra una frana; le crepe si allargano un decimo di millimetro al giorno e la madre ottantenne non vuol saperne di muoversi di lì. È costretto a urlare, a minacciarla di mandarla al ricovero, per convincerla a trasferirsi con lui in città. Non vorrebbe mai farlo, soprattutto la storia del ricovero. Sa bene di non avere i soldi per pagare la retta. Certe sere, per calmarsi, prova a leggere un libro, ascoltare Schumann o aprire il frigorifero. Se è davvero troppo giù, l’unica è uscire. A Pesaro dopo cena di aperto c’è solo la sala scommesse; e dopo aver perso mezzo stipendio non gli resta che salire in macchina e andarsene in Romagna a bere birra. Nel locale una bionda gli sorride e gli si siede accanto. Ha un nome difficile da pronunciare, e una bellezza che piace a tutti; la invita a cena, le regala un vestito che addosso a lei vale tutti i soldi che costa. Accanto a lei, il senso della vista ha la meglio su tutti gli altri e lui non prova più nessun dolore. Dicono la droga fa male, ma il problema è che qui tutto è una droga. Dopo dieci chilometri di separazione, sente già nello stomaco una mancanza spaventosa. Non gli viene su il respiro e questo vuol dire che è caduto nella dipendenza da una donna. Son le cose necessarie quelle che fanno più male. Anche il sole, anche il vino, anche le donne. Storia molto tenera e molto comica di un uomo di oggi a cui manca la terra sotto i piedi.



E la cosa più strana era che quella musica, anche senza parole, diceva tutto. Diceva tutta la bellezza di un volto che non riuscivo a ricordare, diceva tutta la mia rabbia. Diceva perfino di un impulso terribile e violento, ma per fortuna era fatto di una violenza che non faceva male a nessuno.

[...] passare il tempo a non far niente è peggio che lavorare.

Guarda che delle volte la vita è una cosa incredibile. Tutti dicono che la vita è un caso, sembra che non ci sia niente di niente, io dico che qualcosa c'è.

Fra le virtù umane, la sincerità è quella che più di tutte ci rende somiglianti al Dio creatore, sempre ammesso che esista.



La terra si muove è un libro che racconta la vita semplice e normale di un uomo semplice e normale che si trova quasi a essere intrappolato nella normalità e forse anche nella banalità della quotidianità.
Mentre leggevo questo libro ho avuto l'impressione di trovarmi davanti a una persona che dentro di sé aveva la voglia e quasi la necessità di cambiare e migliorare la sua vita e la sua quotidianità ma che non avesse abbastanza forza, voglia e determinazione per farlo.
Sicuramente è anche vero che molto spesso le situazioni della vita ci imprigionano in alcune condizioni che non dipendono totalmente da noi, ma spesso nascondersi dietro le difficoltà o i problemi diventa un alibi per non dare al nostro vissuto una svolta e un cambiamento.
Credo che il protagonista si crogioli troppo nella sua condizione quotidiana, incapace di fare quel passo in più che potrebbe cambiare la sua vita, ed è proprio per questo motivo che il libro viene attraversato da una nota di tristezza e infelicità dall'inizio alla fine.
Il fil rouge che si snoda lungo tutto il racconto è quello della casa dove il protagonista ha vissuto con i suoi genitori che ora è diventata inagibile a causa di una serie di crepe che si sono palesate a causa del movimento della terra poco stabile su cui la casa è stata costruita. Questo episodio diventa l'input per raccontare una serie di episodi, passati e presenti, della vita del protagonista.

lunedì 24 aprile 2017

La corsa di Billy



Patricia Nell Warren, La corsa di Billy, Fazi Editore, 2017, pp. 332, € 18,60.


A metà degli anni Settanta, l’allenatore Harlan Brown viene cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omosessualità. Perde tutto – famiglia, lavoro, amici –, e trova rifugio dal suo passato e da se stesso in un piccolo college di New York, dove cerca di mascherare il proprio conflitto sessuale con un’esistenza il più spartana e conformista possibile. Si è fatto una promessa che ha intenzione di mantenere: non innamorarsi mai più di un uomo. Ma la sua vita viene nuovamente sconvolta quando tre giovani atleti si presentano nel suo ufficio: l’esuberante Vince Matti, il timido Jacques LaFont e il ventiduenne Billy Sive, un potenziale grande talento per i diecimila metri. Vittime a loro volta di discriminazione sessuale, non vogliono rinunciare ai propri sogni. L’uomo è profondamente diviso: se accetterà di allenarli, alimenterà i pettegolezzi su di lui, ma i tre hanno stoffa e questa potrebbe essere la sua ultima occasione di puntare in alto. Alla fine, poste condizioni ferree, accetta di prenderli sotto la sua ala. Harlan è subito affascinato dal talento di Billy e capisce che il ragazzo ha le qualità per partecipare alle Olimpiadi di Montréal del ’76. Quando, molto presto, la sua ammirazione si trasforma in una sensazione che non provava da anni, deve fare la scelta più difficile della sua vita: combattere i propri sentimenti o uscire allo scoperto e sfidare l’ultraconservatore establishment sportivo, rischiando di far sfumare per sempre il sogno olimpico dei tre ragazzi. Amore, passione e lotta politica si fondono così in un crescendo di tensione, fino all’esplosivo finale, giocato sullo spettacolare palcoscenico olimpico.
Pubblicato per la prima volta nel 1974, La corsa di Billy è stato il primo romanzo gay a diventare subito un libro di culto, ottenendo un grandissimo successo internazionale.



Billy [...] mi guardava tranquillo attraverso i suoi occhiali dalla montatura dorata. Dietro quelle lenti c'erano gli occhi più belli che avessi mai visto in un uomo. Erano di un limpido grigio-azzurro, ma a renderli così belli era l'espressione orgogliosa e spaventosamente candida.


Billy viveva per la spietata verità, perché era l'unica maniera che conosceva per sopravvivere.


[...] nell'ambiente sportivo l'omosessualità è frequente come in qualsiasi altro ambiente della società americana, anzi, forse, di più. Eppure si continua a fingere che lo sport sia il solenne santuario del maschio americano.


L'immagine di due uomini che facevano l'amore mi parve di incredibile, sconvolgente bellezza, e giusta.



La corsa di Billy è un libro attuale, pur essendo stato scritto più di 40 anni fa, perché oggi come allora siamo testimoni di situazioni e azioni di discriminazione sessuale.
In Italia, uno dei Paesi più industrializzati e più civilizzati al mondo, la legge sulle unioni civili e quindi sul riconoscimento dei diritti omosessuali, è di recente approvazione, ma nonostante ciò non mancano gli episodi di omofobia.
La corsa di Billy racconta come non si debba avere paura di mostrarsi al mondo per quello che si è, ma soprattutto del fatto che gli orientamenti sessuali non debbano essere fattori discriminanti: la bravura, le capacità, le peculiarità di ognuno non dipendono certamente dai gusti sessuali.
La grande impresa di Billy avviene in un Paese la cui modernità è nota in tutto il mondo ma che, all'epoca in cui il racconto è ambientato, viveva in un'aurea di forte conservatorismo impregnato di pregiudizi e ignoranza dove solo la forza dell'amore riesce a imporsi e a superare qualsiasi tipo di ostacolo.
Credo che La corsa di Billy sia prima di tutto il racconto di una grande storia d'amore oltre che di una vittoria sui pregiudizi umani.


Parlano di questo libro:








martedì 18 aprile 2017

Il giardino di Mattia

Daniela Ippoliti, Il giardino di Mattia, Biblioteka Edizioni, 2017, pp. 160, € 11,00.


La morte di qualcuno può dare inizio alla nascita di qualcun altro.

In questa frase è racchiusa tutta la profondità di questo romanzo, che segna l’esordio nel mondo editoriale di Daniela Ippoliti con Bibliotheka Edizioni.
Può la vita di un giovane interrompersi all’improvviso? Purtroppo succede ed è realtà attuale e tristemente diffusa. Un incidente stradale la spezza per sempre, e cambia quella di chi resta. Con una scrittura semplice, molto descrittiva ed avvolgente l’autrice ci proietta addosso tutto il dolore per la scomparsa di un ragazzo che era amato dagli amici, dalla famiglia, dalla comunità. Il vuoto che ha lasciato è evidente e viene raccontato attraverso le azioni e i pensieri di Chiara ed altri compagni che con lui hanno condiviso momenti di vita e spensieratezza.
Un luogo diventa il simbolo per mantenere vivo il ricordo: un giardino. E’ meta di incontro dei ragazzi per restare uniti e trovare un po’ di conforto. Si intrecciano storie, prendono forma situazioni nuove ed emozioni e dal buio appare una flebile luce di speranza. Daniela Ippoliti riesce a coinvolgere il lettore, a trascinarlo con forza in una dimensione drammatica, che può evolvere e trasformarsi in qualcosa di diverso, più luminoso e positivo, dove tutto può avere un colore, se si ha la volontà di crederci.





Il libro
Mattia è un ragazzo di diciannove anni come tanti, con una vita normale, degli amici normali ed una famiglia altrettanto normale, fino a quando tutto tragicamente si interrompe per sempre perché Mattia muore in un incidente stradale con il suo scooter. Per cercare di sopportare il dolore per la perdita del loro amico e nel tentativo di trasformare un posto dove è arrivata la morte in un luogo dove poter ritrovare un po’ di vita e di allegria, gli amici di Mattia decidono di creare un piccolo ma attrezzato giardino nella piazza dove il ragazzo ha avuto l'incidente mortale. Andando a scomodare la teoria sociologica sui ‘sei gradi di separazione’, il libro racconta di come l'esistenza di ognuno di noi sia spesso legata, tramite un filo invisibile, all’esistenza di un altro individuo e come l'aiuto che ci serve possa giungere da ogni direzione, anche la più impensabile.





L’autrice
Daniela Ippoliti è nata a Roma nel 1964, dove vive attualmente insieme a suo figlio. Laureata in medicina e chirurgia presso l'Università di Roma La Sapienza e specializzata in dermatologia, lavora da molti anni presso un famoso istituto dermatologico della capitale. “Il giardino di Mattia” è il suo primo romanzo.