Non ho ucciso l'Uomo Ragno

Mauro Repetto, Non ho ucciso l'Uomo Ragno, Mondadori, 2023, pp. 168, € 18,00.



La vita di Mauro Repetto assomiglia più a un romanzo che a una biografia, ed è tutta mirabilmente raccontata in questo libro. Repetto è stato, insieme a Max Pezzali, il fondatore degli 883, nonché il primo cantante e co-autore delle più celebri hit del duo. Il successo clamoroso, che arriva quando è appena un ragazzo, è seguito un attimo dopo da crisi, panico, disorientamento, da considerazioni del tipo “non è più il mio sogno”. La crisi è talmente profonda che Repetto sparisce da un giorno all’altro, lasciando a Max, suo amico e sodale, soltanto una frase ambigua che col senno di poi verrà decifrata per quel che è: un addio. Repetto, infatti, abbandona la musica, la popolarità e i tanti soldi che stanno arrivando per andarsene negli Stati Uniti, alla ricerca di altri sogni e di una modella che ha visto una volta sola a una sfilata di moda. Negli anni seguenti nasce il mito, tutti si chiedono dove sia finito, che cosa faccia, se sia ancora vivo o se non abbia fatto la brutta fine dell’Uomo Ragno cantato nelle sue canzoni. In realtà quello che gli succede in America non è mortale, ma sconfina nell’incredibile, al punto da assomigliare a un film di Tarantino, tra gangster e illusioni, pestaggi e briciole di Hollywood. Grazie a quell’esperienza Repetto matura il desiderio di ritorno a casa e la decisione di diventare invisibile, anonimo, di non essere riconosciuto da nessuno. Con bravura e un pizzico di fortuna, cerca se stesso e trova anche l’amore, i figli e la pace con il suo passato, che oggi gli fa dire in modo liberatorio che “non ha ucciso l’Uomo Ragno”, ma ha solo inseguito e raggiunto i suoi nuovi sogni.



Ho letto questo libro e ho fatto un tuffo nel passato. Gli 883 sono stati la mia colonna sonora nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza, ascoltavo le loro canzoni praticamente in loop, chiusa nella mia stanza, sognando il futuro. Hanno rappresentato un pezzo importante della mia vita e, ancora oggi, quelle canzoni rappresentano la musica del cuore, della nostalgia e di quei sogni che non vanno mai abbandonati. 

Mauro Repetto, in questo libro, racconta la nascita degli 883, la fatica, la gavetta, le umiliazioni per raggiungere quel sogno che aveva accompagnato la loro adolescenza. Racconta il successo, quel traguardo così tanto agognato e finalmente raggiunto, ma soprattutto racconta quel malessere che a un certo punto lo fa sentire fuori posto e che lo porterà a lasciare gli 883, la creatura in cui aveva sempre creduto e per cui aveva tanto lottato.

Mauro ha bisogno di continuare a sognare, di seguire nuovi sogni, adagiarsi su quello realizzato non lo soddisfa abbastanza. Insegue la felicità. Non sa se la raggiungerà e nemmeno se esiste veramente, ma a 20 anni è giusto crederci, è giusto inseguire anche qualcosa che non si raggiungerà e non si troverà mai. Ma solo lottando per ciò in cui si crede potremmo provare a non uccidere l'Uomo Ragno che vive dentro di noi, quel supereroe che ci fa pensare che tutto sia possibile.


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