Fai bei sogni
Massimo Gramellini, Fai bei sogni, Longanesi, 2012, pp. 234, € 12,90.
Ho letto tutto d'un fiato questo libro di Massimo Gramellini. Ne avevo sentito tanto parlare e immaginavo potesse essere un bel libro e poi a me lui piace molto come scrive, come sa raccontare, il suo modo di usare le parole, come sa associarle insieme. Ma questo libro mi ha spiazzato.
Non so se era il libro giusto per me, forse sì, forse no. Le prime pagine non sono state facili da superare, ho pensato che non sarei riuscita a leggerlo, invece l'ho divorato.
La morte di una persona cara non è mai un evento facile da affrontare, lo è ancora meno quando si tratta di un genitore, di una mamma in particolare, ancora di più se la sua morte deve essere fronteggiata da un bambino e se bisogna vivere una vita facendo i conti con una mancanza difficile da accettare.
Leggere questo libro ha risvegliato in me diversi sentimenti che pensavo in parte sopiti. Ma ho capito che certe emozioni che ci portiamo dentro non muoiono, mai anche se cerchiamo in tutti i modi di mascherarle e di far finta che non esistano.
Sicuramente la storia raccontata da Gramellini, che poi è la sua storia, la storia della sua vita, del suo dolore e della sua sofferenza, di una vita vissuta all'oscuro della verità, non sapendo fino in fondo, se non quarant'anni dopo, le circostanze in cui sua mamma ha perso la vita.
Massimo Gramellini vive una vita nell'incapacità di viverla per tanti e diversi motivi. Primo fa tutti perché si sente diverso dagli altri bambini. In secondo luogo perché non accetta che la sua mamma non ci sia più e soprattutto che non possa più dargli il suo amore. Tutto questo ha segnato la sua vita, una vita in cui, per lunghissimo tempo, non sapeva che direzione intraprendere.
Ero solo un bimbo istupidito dal dolore che continuava a negare la morte di sua madre.
I mostri del cuore si alimentano con l'inazione.
Non sono le sconfitte a ingrandirle, ma le rinunce.
Ci sono dei dolori che ci turbano e segnano profondamente le nostre esistenze, creandoci dei vuoti e dei buchi difficili da ricucire e da colmare, che ci portano a essere ostili anche con chi dovremmo amare incondizionatamente, ma che, spesso, è più facile designare come un nemico da combattere piuttosto che ammettere che l'unico nemico è dentro di noi o, addirittura, che siamo noi stessi.
A volte però c'è bisogno di tempo, di un percorso personale e di vita per poter riemergere dal fondo in cui si annaspa. Ed è quello che succede a Gramellini: in un certo senso deve tornare al punto di partenza per poter finalmente superare quell'oppressione che si porta dentro da troppo tempo.
Solo la conoscenza della verità lo potrà portare a comprendere fino in fondo quel dolore così insuperabile e soprattutto a capire che, ripensandoci bene, dentro di lui la verità era come se l'avesse sempre saputa, sarebbe solo bastato fare qualche ricerca, ma a volte preferiamo far finta di non capire e dare la colpa agli altri.
La verità può far male è vero ma è necessaria ed è l'unica cosa che ci può permettere di affrontare i nostri fantasmi e le nostre paure e che ci può permettere di vivere la vita in modo più sereno.
Certe domande mi facevano paura. O forse mi spaventavano di più le risposte.
Per sopravvivere al dolore siamo stati costretti a costruirci una corazza di cinismo che ci protegge dalla verità.
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