Non aspettare la notte



Valentina D'Urbano, Non aspettare la notte, Longanesi, 2016, pp. 384, €16,30.



LA TRAMA. Giugno 1994. Roma sta per affrontare un’altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent’anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell’animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l’incidente d’auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché per Tommaso sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...




[...] nel buio, Angelica, assomigliava straordinariamente a sua madre. E le faceva davvero uno strano effetto essere uguale alla donna che aveva cercato di ammazzarla.


Ogni oggetto, ogni persona racconta qualcosa. Lo fa con il proprio corpo, con quello che si trascina dietro.


La sua pelle è una corazza scavata, un paesaggio lunare. Anche cercando per mille anni non troverà una donna più bella di lei, in nessun posto.


Non si può sostituire qualcosa di unico, non può riempire un abisso che non vuol essere riempito, che sfugge, continua a spostarsi. Ci si può accontentare, ma certe cose ti mancheranno per sempre.



Non avevo letto niente precedentemente di Valentina D’Urbano, quindi ho iniziato a leggere questo libro senza pregiudizi o aspettative, come spesso accade quando si legge un autore che già si conosce. Non amo leggere giudizi prima di aver letto i libri: mi piace avere la mente sgombra e giudicare solo quello che mi passa sotto gli occhi.

Non aspettare la notte credo sia un romanzo che raccoglie al suo interno tante cose, tante sensazioni, tante emozioni e tanti sentimenti. Penso anche che la storia non sia male, anzi, può essere anche avvincente e stimolante in molti punti. Solo che non posso fare a meno di usare il mio senso critico o “da criticona” come usa dire qualcuno che mi conosce bene!

Inizio col dire che il mio giudizio su questo romanzo è positivo e lo consiglierei agli amanti di storie un po’ complicate e, se vogliamo, “da sfigati”, solo che in alcuni momenti l’ho trovato un po’ scontato o come qualcosa di già letto. Credo che dipenda anche dal bagaglio culturale di ognuno e se si è una persona che legge tanto e le cose più disparate è anche normale ritrovare delle analogie o dei rimandi a storie già lette.

Comunque sia la scrittura di Valentina D’Urbano è abbastanza lineare. L’inizio del libro suscita curiosità e voglia di capire, infatti in un primo momento potrebbe sembrare di leggere due romanzi diversi!

Sicuramente meglio la seconda parte del romanzo, dove la narrazione lascia più spazio alla suspense e alla voglia di scoprire cosa succederà.


Parlano di questo libro:







Commenti

  1. Ciao Rosy :)
    E' un anno che aspetto quest'ultima opera della D'Urbano, perché devi sapere che amo quella donna. Non l'ho ancora letto perché aspetto di essere sgombra da pensieri e impegni, ma ho letto che è una D'Urbano diversa e più "adolescenziale", cosa che si nota dalla trama. Se vuoi scoprire la "vera" D'Urbano, ti consiglio di cominciare da Il rumore dei tuoi passi, poi Acquanera e infine Quella vita che ci manca. Se ti piace fammelo sapere ^^

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  2. Ciao Siham e grazie per il tuo commento. Cercherò sicuramente di leggere altro di Valentina D'Urbano. Come avrai potuto leggere dalla mia recensione il mio giudizio non vuole essere negativo ma, come ho detto, credo che la ricezione di un libro dipenda anche dal bagaglio culturale e di esperienze di ognuno. Ti ringrazio ancora per essere passata dal mio blog, per il tuo commento e per i tuoi consigli di lettura. Spero che potrai diventare una lettrice (e una commentatrice!) abituale: le critiche, i consigli e gli spunti di discussione sono sempre ben accetti e questo blog nasce proprio con la voglia di creare un "luogo" dove potersi confrontare e consigliare.
    Grazie ancora, buona giornata e buona lettura :)

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    1. Certo, certo, il proprio bagaglio culturale è un forte fattore che può influenzare le opinioni :)
      Mi piacerebbe seguirti, infatti ti consiglio di aggiungere il widget dei lettori fissi al blog. In questo modo è più facile seguirti :)
      A presto! :*

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  3. Grazie ancora, sì sì lo faccio subito. Diciamo che la grafica del blog è ancora un work in progress :).
    A presto :**

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